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(in frances)


Normalmente, in Francia, si mangia benissimo, a Nizza in particolare, quando si sanno evitare le numerose ed attraenti trappole per turisti, nascoste dietro facciate molto tipiche: fate attenzione! Quando le cose vi sembrano avere un’aria troppo autentica, si tratta di falsi. Menù in tre lingue grembiule legato intorno alla vita, peperoncini secchi sopra il bancone, bottiglie di vino rosso ben allineate… da evitare! La vera buona tavola non ha bisogno di artefici per attirare la clientela: la ricetta di bocca in bocca, funziona sempre bene. Prendete, per esempio il Corso Saleya, nel vecchio quartiere dove potrete, durante tutta la giornata, comprare una pissaladière e mangiarla mentre gironzolate per il Mercato dei Fiori oppure sedervi ad un tavolino nel dehors e sorseggiare un kir; il famoso kir borgognone è una miscela di creme di ribes nero di Borgogna e di Bourgogne bianco Aligoté (qualsiasi altra ricetta non merita il nome di kir: è soltanto un semplice e banale vino bianco al ribes). Povero kir ! Adesso qualsiasi miscuglio con il vino bianco si spaccia per kir, mentre quello vero, il buon kir… lasciamo perdere. Poco più in là vi troverete sulla Promenade des Anglais.

Sempre in corso Saleya, potete fare una scorpacciata di pasta, da Spaghettissimo Mille Pâtes : dove ho mangiato, il migliore primo piatto della mia vita di mangiatore di pasta e scusatemi, sarò francese, ma sicuramente anche un conoscitore! Dopo gli antipasti, con aceto balsamico e olio di oliva sul tavolo, arrivano gli spaghetti dello Chef e i suoi dadini di pancetta flambé col Cognac, serviti con un Lambrusco di Sorbara frizzante, di Modena leggermente frizzante. Di certo, il fine settimana sarà positivo, se inizia così. Il menù contiene parecchie decine di ricette di pasta. I francesi non sanno fare né la pasta, né la pizza, e, ancor peggio, preferiscono la pizza americana!

A Parigi, per mangiare una buona pasta c’è un solo posto, l’Altéo gestito ovviamente da Italiani, da Napoletani per la precisione. Si tratta di un piccolo ristorante ai piedi di Montmartre come Romeo ai piedi della sua Giulietta (a proposito, parlando nuovamente di trappole per il turista: Montmartre è l’unico posto in cui nessun Parigino vive e si reca ed è certamente anche la capitale delle trappole). Per la pizza, bisogna uscire dalla città, inoltrarsi nella periferia per ben venticinque chilometri, fino a Elancourt, nelle Yvelines: il posto si chiama la Dolce Vita. Ok, non è molto originale, ma santo Dio! Che pizze! La più eccezionale sposa la Francia e l’Italia: è a forma di ruota di bicicletta e mischia il formaggio di capra a prezzemolo e aglio tritati che, col burro, ravvivano le lumache.

Tornando a Nizza: attenzione! Il Corso Saleya è il cuore turistico della città, dove le cose belle sono affiancate da quelle brutte come i ristoranti delle catene, senza anima, senza interesse e senza gusto: breve… surgelati e scatole. Evitate con cura per esempio, La Cambusa, una volta luogo di incontro per i nizzardi: facevano la fila per le prelibate verdure ripiene, che però adesso sono terribili come tutto il resto! In compenso, se ci riuscite, afferrate uno sgabello alla Méranda. Ce ne sono soltanto ventotto, e bisogna guadagnarseli! L’arredamento è super, il servizio spartano, come anche la carta dei vini (rosso, bianco, rosé o quello sfuso, “la riserva del padrone”, un eccellente Vino del Var. In alternativa c’è sempre l’acqua). La cucina è grande come un coriandolo, lo Chef è aiutato da un amico; ma… che festival di sapori! È senza dubbio una delle migliori tavole della città e una delle meno frequentate dalla crema della società. Non si possono effettuare prenotazioni telefoniche, il ristorante non ha il telefono. Inoltre, non si accettano assegni e carte di credito! Il massimo della discrezione! La pissaladière è favolosa: è una pasta di pane guarnita di cipolle, acciughe, olive nere di Nizza e, d’obbligo, olio di olive del Mediterraneo e timo. Il cuoco della Méranda, un tempo Chef del Negresco, cucina anche un eccellente stoccafisso, tipico piatto locale a base di merluzzo.

A Nizza, per digerire, fate una passeggiata per i viali del cimitero - uno tra i più belli di Europa -che domina la baia. Poi scendete di nuovo verso il Porto Vecchio, per sedervi a tavola presso i famosi L’ane Rouge e l’Esquinade, ma soprattutto vi consiglio anzi vi imploro, in quanto goloso, di andare da Zucca Magica, che non potete assolutamente perdervi.
Nella città vecchia, dedalo di viuzze ripide, due ristoranti autentici si trovano uno di fronte all’altro, a due scaglie dal mercato dei pesci e da piazza Garibaldi, l’Auberge des Arts e la celebre Escalinada : tovaglie a quadri, testicoli di montone impanati, torta alle bietole (anche favolosa alla Méranda), e ambiente caloroso. Attenzione però, non lasciatevi ingannare! Quella strada artificiale è un susseguirsi di luoghi da evitare al galoppo.
Un po’ più avanti, passate dall’intramontabile Barale, ristorante tanto bello quanto buoni sono i suoi piatti. Una altra tavola simpatica? Sulla strada per ? Capita a proposito. Andateci il giorno della partenza perché è sulla strada per l’aeroporto. Volete qualcosa di autentico? totalmente, interamente nizzardo, frequentato da nizzardi? Da Loulou ristorante “routier” senza camion. Il menù è molto abbondante e veramente tipico: trippe, ravioli nizzardi e cozze rigorosamente gratinate. Il suo menù da 16,50 _ è secondo me un po’ caro.
Prima però, andate a prendere l’aperitivo al bar del Négresco tappa obbligatoria per il turista per l’ambiente, il lusso – novità assicurata.

Un’informazione: l’Union Départementale des Offices de Tourisme et Syndicats d’Initiative delle Alpi Marittime ha creato un marchio " Cucina Nizzarda, rispetto della tradizione " (cuisine Nissarde, respect de la tradition), e un logo raffigurante una bella ragazza Nizzarda, vestita a festa che, con il suo cestino sul braccio, sorride per rassicurare il turista all’ingresso dei ristoranti: se il ristorante è buono, questo logo attesta che la sua è una cucina tradizionale, ma se non è niente di speciale, rimarrà tale anche con il suo marchio.
Potete anche ottenere l’elenco dei ristoranti (alcuni sono elencati qui sopra) dall’UDOTSI (04.92.47.75.15), ed informarvi a proposito di stage di cucina nizzarda organizzati in collaborazione con l’Associazione La Capelina d’Or.
La Francia è un mosaico di colori e gusti e Nizza la fa da padrone, come anche Strasburgo o Lille, che sono da visitare anche se ben più disorientanti di Nizza.
Dall’Italia, con Air Littoral, le raggiungerete in un batter d’occhio.
A Lille ed a Strasburgo, occorrerà anche evitare gli scogli ! Seguitemi !

 


Spaghettissimo Mille Pâtes

3, cours Saleya, 04.93.80.95.07

l’Altéo
29 rue Lambert, Paris XVIII
01.46.06.32.04

la Dolce Vita
Centro Commerciale des Sept Mares
Elancourt (Yvelines)
01 30 69 79. 59

Méranda
4, rue de la terrasse, niente telefono, assegni, carte di credito

L’ane Rouge
7, quai des Deux Emmanuel, piuttosto la sera, 04.93.89.49.63

l’Esquinade
5, quai des Deux Emmanuel
anche per la sera, 04.93.89.56.36

Zucca Magica
4 bis quai Papacino (prenotate !)
04.93.56.25.27

l’Auberge des Arts
9, rue Peirolière, 04.93.8563.53

Escalinada
22, rue Peirolière 04.93.62 11.71

Barale
39, rue Beaumont, solo di sera, tranne la domenica e il lunedì, 04 93.89.17.94

Loulou
15 rue Saint-Philippe, 04.93.96.24.87

Air Littoral


in Italia : (039) 035 233 004
in Venezia, Roma, Napoli & Firenze


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